Fabrizio De André

Pubblicato il da Angelo

Fabrizio De André è uno dei capisaldi della canzone d'autore italiana: tra le parole delle sue canzoni non si incontrano vicende banali, di "Gente Perbene", piuttosto storie di emarginati, anime solitarie, prostitute, carcerati. Le sue molteplici ispirazioni, dagli autori delle ballate francesi ai vangeli apocrifi per arrivare a Edgar Lee Masters e Brassens, contribuirono ad arricchire e fare da contorno al suo spiccato spirito poetico.

Il Cantautore

Attraverso i suoi brani De André lancia un disperato messaggio di libertà scagliandosi contro l'arroganza del potere, contro i benpensanti, contro il potere e l'abuso di potere, contro la guerra. I suoi testi sono considerati delle poesie tanto da far considerare De André uno dei grandi poeti degli ultimi anni, anche se egli, in modo precauzionale, preferiva considerarsi cantautore.

Tra le canzoni più belle si può ricordare "Creuza de Mä", suggestiva canzone in dialetto genovese di difficile interpretazione la quale ci appare come metafora della vita vista come navigazione, come viaggio.

Di importantissimo valore sociale sono i brani "Coda di Lupo", pezzo che annuncia la fine delle grandi contestazioni dei primi anni '70, e "Canzone del Maggio" canzone di protesta che rievoca gli avvenimenti accaduti alla fine degli anni '60.

Ogni canzone di Faber (soprannome attribuitogli dall'amico Paolo Villaggio) ha un suo importante valore e significato, egli non dimentica nessuno, nutre un vivo interesse per gli ultimi, i meno fortunati, coloro che vengono considerati "minoranza": prostitute (Bocca di Rosa, Canzone di Marinella, Via del Campo), omosessuali (Prinçesa e Andrea), zingari (Khorakhanè).

Da ricordare l'album del 1970 "La buona novella", che racconta la storia di Gesù vista dai vangeli apocrifi: De André si scaglia senza paura contro la chiesa, vista come potere capace di influenzare e controllare la vita delle persone.

Fabrizio De Andrè è un autore attuale poiché le storie delle sue canzoni sono attuali. Al riguardo Nicola Piovani, pianista e amico di De André, ha detto: " De André non è mai stato di moda. Infatti, la moda, effimera per definizione, passa, le canzoni di Fabrizio restano.”

Album

1967 - Volume I

1968 - Tutti morimmo a stento

1968 - Volume III

1970 - La Buona Novella

1971 - Non al denaro, non all'amore né al cielo

1973 - Storia di un Impiegato

1974 - Canzoni

1975 - Volume VIII

1978 - Rimini

1981 - Fabrizio De André

1984 - Creuza de Mä

1990 - Le Nuvole

1996 - Anime Salve

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